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Le radici dell'Odio da Caino e Abele ad oggi

Stefano Di Pietro • 7 agosto 2024

Dalla fratellanza al gesto di Caino: Perchè?

Oggi, 7 Maggio, a Siracusa, ho affrontato il tema dell’odio sempre più presente attorno a noi, partendo dal discorso biblico di Caino: l’odio è sempre un dialogo mancato. Questa storia antica, narrata nel libro della Genesi, rappresenta il primo esempio di violenza fratricida nella storia dell’umanità. Caino e Abele, figli di Adamo ed Eva, simboleggiano due vie diverse: una che cerca la gratificazione personale e l’altra che segue la purezza d’intenti. L’incapacità di Caino di gestire i propri sentimenti di invidia e frustrazione lo porta a compiere un gesto estremo, l’omicidio del fratello. Questo tragico evento evidenzia come l’odio nasca spesso dalla mancata comunicazione e comprensione reciproca, e dalla difficoltà di accettare il successo altrui.

Dal punto di vista psicologico, l’odio può essere visto come una reazione complessa che emerge in risposta a sentimenti di minaccia, insicurezza e inferiorità. Toccando il discorso sociale e le relazioni più intime, l’analisi si concentra sulla cosiddetta "triade oscura" della personalità, composta da narcisismo, machiavellismo e psicopatia. Queste tre caratteristiche sono spesso presenti in coloro che manifestano comportamenti di odio, soprattutto online, dove l’anonimato e la distanza fisica facilitano l’espressione di impulsi negativi senza conseguenze immediate.

Il narcisismo implica un’eccessiva preoccupazione per se stessi e un bisogno costante di ammirazione, mentre il machiavellismo si riferisce a un comportamento manipolativo e privo di scrupoli. La psicopatia, invece, è caratterizzata da una mancanza di empatia e da un comportamento antisociale.

Il fenomeno dell’hate speech sui social media è un esempio lampante di come l’odio possa manifestarsi nella società moderna. Le piattaforme digitali, pur offrendo uno spazio di espressione e connessione, sono diventate anche un terreno fertile per la diffusione di discorsi d’odio. Questo fenomeno non solo danneggia le vittime, ma contribuisce anche a polarizzare ulteriormente le comunità, alimentando un ciclo di ostilità e divisione.

In questo contesto, il pensiero di Antonio Di Ciaccia offre una riflessione profonda sulle radici ontologiche dell’odio. Come sostiene, “l’odio, invece, e l’amore e l’ignoranza non sono passioni dell’anima, non sono ciò di cui il corpo patisce a causa del linguaggio. Sono invece passioni dell’essere. […] L’odio, nelle sue varie forme, è la passione quindi che, più di tutte, punta a toccare il reale dell’Altro.” Questo significa che l’odio, a differenza di altre emozioni, cerca di colpire l’essenza stessa dell’altro, tentando di annullarne l’identità e il valore. In tal senso, l’odio diventa una forza distruttiva che mina le basi della convivenza civile.

Per affrontare e superare l’odio, è essenziale promuovere un dialogo autentico e aperto, basato sulla comprensione reciproca e sull’accettazione delle differenze. Solo attraverso la comunicazione e l’empatia possiamo sperare di costruire una società più giusta e inclusiva, in cui l’odio venga sostituito dalla comprensione e dalla collaborazione.

Riflettere sul concetto di fratellanza pensi sia utile per contrastare l’odio online e offline ?

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Autore: Stefano Di Pietro 7 agosto 2024
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